Come posso creare un logo efficace che può essere commercializzato e ricordato?

“Good design is good business”

La prima impressione è quello che conta.

Per chi decide di avere un mind-set del tipo l’abito non fa il monaco, ha appena idealizzato l’idea di un logo fallimentare.

Siamo circondati tutto il giorno e tutti i giorni da loghi ottimi, loghi mediocri e loghi pessimi, ma quelli che funzionano sono solo i primi.

È la percezione che conta tutto sommato no?
Chi dice che questo è bello, brutto o mediocre?

Una nostra personale opinione?
Forse si, ma la M di Mc Donald’s è una semplice M, il baffo della Nike è composto da un semplice “baffo” eppure tutti ne sono attratti.
Se dietro a tutto questo ci fossero dei trigger mentali?

Cosa sono i trigger mentali?
I trigger mentali sono tutto ciò che fa completare una particolare azione. In poche parole i trigger mentali ti dicono cosa fare.

Senza grandi esperienze in psicologia possiamo capire che i trigger possono essere di 2 tipi, interni ed esterni.

Trigger Esterni
I trigger esterni sono cose che accadono esternamente alla persona. Possono assumere molte forme, ma sono generalmente legate ai nostri sensi. (sono quelli che devi usare per attrarre i potenziali clienti con il tuo logo)

Trigger Interni
I trigger interni invece sono impulsi che avvengono dentro di noi, direttamente dalla nostra mente, ad esempio, ricordi, emozioni o situazioni che forniscono informazioni su cosa fare dopo averle provate.(Lo usiamo per creare il logo, creiamo un’ abitudine dentro di noi per poi materializzare il design)

La chiave è: rendere qualcosa di memorabile!
Se siamo capaci di creare qualcosa che scaturisca un’ emozione in chi la osserva, allora avremo appena creato un trigger esterno memorabile..

Avere un logo efficace che provochi un’ emozione non è certo una cosa banale, altrimenti tutti avremmo loghi performanti.

Non basta saper disegnare
Potrebbe essere banale disegnarlo, ma siamo sicuri che funzionerà?
Il primo errore che viene commesso da chi è inesperto e diventa imprenditore avviando un’ attività, è non investire sul proprio Brand/Logo/Marchio, un po per il budget da distribuire su tutta l’attività, un pò perché vuole iniziare a vedere i risultati, il risultato sarà fare tutto di corsa iniziando così a creare un castello di sabbia.

Questo accade perché in quel momento noi crediamo che il nostro logo sia il migliore, siamo presi da trigger interni tutti nostri che non controlliamo ma che ci fanno credere che siano quelli giusti, siamo convinti che questo logo funzioni, senza avere l’opinione di un pubblico.

Questo porterà ad uno sviluppo obsoleto del logo stesso, in quanto sarà uguale a quello di tanti altri, non differenziandosi e non riuscendo quindi a creare un trigger-esterno e far spiccare in cima alla vetta il brand.

In poche parole un logo senza identità è come un numero, sarà anche diverso in termini di unità ma resterà senza identità.

Spesso creiamo “involontariamente un logo basato sulla speranza”, noi speriamo che venga ricordato, e che quindi entri nel ciclo della commercializzazione, ma non avverrà mai con il mind-set sbagliato, a meno che la tua potenza di fuoco economica in termini di pubblicità non venga ripetuta fino allo sfinimento, ma anche in questo caso la strategia durerà poco.

Perché non può durare?
Perché la prima impressione serve proprio allo scopo di far riconoscere istantaneamente il proprio logo!
Se il tuo marchio non ha sostanza, allora non può crescere, ma solo nascere.

L’importanza di un buon design è spesso sottovalutata, una tale distrazione può causare che anche se ha “obiettivamente” un buon prodotto o servizio non venga venduto a causa di un marchio scadente.

La punta del disastro.
Facendo un reverse engineering di un marchio scadente potremmo scoprire questa cosa:

  • Abbiamo il logo
  • Investiamo denaro per creare il design necessario per il marketing.(biglietti da visita, flyer, cataloghi, sito web,  etc..)
  • Investiamo denaro in campagne pubblicitarie per far conoscere il nostro brand / prodotto / servizio 

Dopo un anno il nostro business non prende il volo, abbiamo investito energie, soldi, tempo per non ottenere quello che ci aspettavamo.

La drasticità in tutto questo è che il logo primo elemento costruito per il tuo business, non è performante, e quindi ha performato male su tutto quello che ci è stato costruito sopra, creando un disastro. Il capostipite del tuo brand ha fatto crollare tutto l’eco sistema di commercializzazione

Ovviamente non è la fine del mondo, tutto questo si può risolvere intervenendo sul restyling del Brand/Logo, ma questo comporta altri costi sotto tutti i punti di vista.

Vuoi che il tuo logo sia ovunque? Aggiungi Valore.

C’ è una battaglia basata sulla commercializzazione talmente intrinseca nella società che ormai è diventata invisibile agli occhi dei consumatori, ma ci conviviamo tutti quanti.
Alcuni di questi loghi sono riusciti ad emergere più di altri proprio grazie ai trigger-psicologici che hanno creato una emozione in chi lo guarda, anche a livello subconscio.

Alcuni potrebbero pensare che chi è emerso è perché ha investito più soldi di te, come Nike, potremmo pensare che sono stati milioni di dollari, ma se vediamo la loro storia scopriamo che è costato solo “39$” ed ora è diventata un’ icona.
Coca Cola è stato creato dal socio e contabile del suo fondatore, Frank M. Robinson, nel 1886. Robinson “suggerì il nome Coca-Cola, pensando che “le due C avrebbero avuto un bell’aspetto nella pubblicità”. 

Il dubbio potrebbe essere che erano altri tempi, ed era più semplice… quindi vediamo qualcuno che conosciamo tutti dei giorni nostri.

Twitter ha acquistato i diritti dell’ormai famoso uccello per 15 dollari su iStockphoto.

Google che nonostante abbia subito lievi modifiche nel corso degli anni, il design originale è stato creato nel 1998 dal co-fondatore di Google Sergey Brin sul programma di grafica libera chiamato GIMP.
Ma ci sono anche altre storie di loghi famosi, ma con budget differenti,  come quello della BBC che ha un costo di 1.8 milioni.

Il noto designer Peretz Rosenbaum, noto come Paul Rand disegnatore di marchi importanti come IBM, ABC, UPS, ENRON, e la NEXT di Steve Jobs sosteneva che:

 

Good design is good business. “Un buon design è un buon affare.“

Dovremmo tutti seguire questa semplice e diretta affermazione.

Da dove iniziare con la creazione del logo?
Lo stile di Paul Rand è uno stile semplice, diretto ed essenziale, diventando subito riconoscibile ed è ampiamente imitato fino ai giorni nostri, proprio perché funziona.
Sia che hai un designer professionista, o che stai progettando di farlo tu, tieni a mente i seguenti principi di base.

Il tuo logo deve essere:

  1. Semplice, ma riconoscibile.
  2. Rilevante per il vostro marchio.
  3. Riproducibile in qualsiasi dimensione, su una varietà di colori e materiali di sfondo.

Prima di tutto, avrai la tentazione di risparmiare tempo e soldi utilizzando immagini stock proprio come ha fatto Twitter, ma questa può essere una pessima idea, in quanto può essere individuato molto facilmente facendoti sembrare un dilettante.  Inoltre, fai molta attenzione quando guardi i loghi altrui per prendere ispirazione, assicurati di non plagiare.

Ricorda che il logo è il riconoscimento immediato, se il tuo logo sembra troppo simile a quello di altri, le persone se ne accorgeranno.

I seguenti passi ti aiuteranno a progettare un logo che funziona per la tua azienda.

Creazione di un concetto

Radunare le idee.
Comincia con alcuni schizzi di alcune idee. Non devono essere definitivi, sono bozzetti per creare diciamo una metrica emozionale.

Tieni in considerazione questi 2 punti chiave:

  1. Il logo deve comunicare immediatamente di che cosa tratta l’ azienda.
  2. Deve catturare il senso di ciò che la tua azienda fa senza essere troppo letterale o troppo dettagliato.

Per fare ciò ti consiglio di darti un semplice obiettivo.

Chiarezza.
Le silhouette funzionano molto bene come punto di partenza o addirittura come progetto completo.
Lo spettatore dovrebbe essere in grado di identificare rapidamente ciò che il logo rappresenta.
Puoi anche sfruttare la possibilità di usare il nome all’interno del disegno stesso, posizionarlo semplicemente accanto al logo, oppure, in alternativa, usare il testo e creare il logo basato su di esso.

A te la creatività…

Attenzione: a seconda del nome del tuo marchio, potresti avere la tentazione di fare giochetti con le lettere, ma ricorda che tali cambiamenti possono confondere.
Dovrai anche tenere in considerazione, nel caso si voglia avviare un business a livello internazionale, di dare un senso di appartenenza indipendentemente dal paese o dalla lingua.

Come si fa nella pratica?
Tieni in considerazione 3 elementi chiave.

  1. Tipografia
  2. Colori 
  3. Forme, simmetria, equilibrio

Tipografia:

Le forme e le emozioni suscitate dal nostro carattere devono dare personalità al marchio.
Dobbiamo tenere in considerazione che potrebbe essere un font maschile o femminile, e può avere uno stile  amichevole, inquietante, dolce, forte, resistente, questi caratteri si dividono in serif, sans serif, sans serif, gothic, script, etc.

Colori:
Un altro elemento importante, è o sono i colori che usiamo per comunicare il nostro messaggio. Infatti i colori hanno diversi effetti emozionali e dovremmo usarli per dare l’dentitá al nostro logo e creare effetti emozionali su chi lo osserva.Basterà una ricerca sul nostro motore di ricerca preferito con “psicologia dei colori” per scoprire quale si addice maggiormente a quello che noi vogliamo rappresentare, oppure leggere questo interessante articolo di Pronosis

Inoltre, il colore del testo deve contrastare significativamente lo sfondo in modo che il testo possa essere facilmente leggibile. 

Forma, simmetria ed equilibrio:
Questi sono elementi essenziali per il design del logo.
Noi esseri umani, psicologicamente sappiamo comprendere le forme e gli attribuiamo un significato, sappiamo che un cerchio rispetto a un quadrato trasmette qualcosa di completamente differente.

Analizziamo loghi che tutti conosciamo, come McDonald’s, Nike, Adidas e Audi.
Se notiamo McDonald’s e il logo Audi sono simmetrici, mentre Adidas e Nike sono asimmetrici, il che significa che l’immagine su entrambi i lati dell’asse centrale non è identica e non ha lo stesso peso. Il logo Adidas pur essendo asimmetrico mantiene comunque l’equilibrio, questo accade perché il peso del colore e dimensioni sono distribuiti uniformemente in tutto il logo. Nike anche se non equilibrato, e di natura asimmetrica, è qualcosa di fantastico per la sua semplicità.

Perfeziona il tuo design
Una volta arrivato ad un progetto di base, devi procedere con il prossimo obiettivo, perfezionare il logo.

Se hai deciso di includere un testo, prova a spostarlo in diverse posizioni per vedere dove sta meglio.

La scelta del font “tipografia – lo stile del carattere” è di vitale importanza, quindi la ricerca per un buon style richiede il suo tempo, non usare caratteri troppo pesanti o troppo sottili, non usare Fonts con decorazioni o effetti strani.

Non usare mai più di 2 tipi di font differenti nello stesso design, usa font classici e puliti, assicurati che la famiglia di fonts abbia più stili al suo interno, in questo modo potrai usare un Font della stessa famiglia nei testi del tuo futuro marketing, come ad esempio testi per una brochure, testi che finiscono su una Applicazione Web, è importante oltre al logo fare in modo che il contorno sia bilanciato e coerente con il logo.

“Esempio: e come dire di mettere un martello e un gelato vicini, non c’entrano nulla. Un martello con un chiodo allora funziona meglio.”

Testare visualmente il logo.
Inizia a scrivere su un foglio tutti i posti che ti vengono in mente dove vuoi mettere il tuo logo, un cartellone pubblicitario, una pagina web, un packaging, una penna, una ciabatta… fatti suggerire da altre persone, in questa fase hai bisogno di osservare attentamente come risulta il logo in varie dimensioni.

Ad esempio puoi iniziare a ridurre di dimensioni il tuo logo fino a quando non vedi che inizia a perdere la sua identità, nel senso che se non è stato costruito con un senso e tenendo in considerazione il fattore chiave di semplicità, perderai i dettagli del logo. Ad esempio, hai creato delle linee molto sottili, oppure hai messo delle lettere sovrapposte che prima si vedevano bene e ora magicamente non si vedono, ecco perché è importante fare queste prove.

Ora fai il contrario, ingrandiscilo e guardalo da varie distanze. Considera se improvvisamente è diventato pesante all’occhio, se le linee che tanto ti piacevano ora sono troppo evidenti, oppure sgranano.

Se sgrana o si vede male il logo non è vettoriale, e devi assicurati di creare un logo con un programma di grafica vettoriale come Adobe Illustrator e seguire un corso specializzato.
La grafica vettoriale si riproduce fedelmente a qualsiasi dimensione senza diventare sfocata o pixelata.”

Ora prendi il logo è mettilo dentro delle figure geometriche, come un quadrato o cerchio,  “come fanno molti siti di social media per profilare le immagini”, lascia gli spazi sufficienti tra il logo e il perimetro della forma per far respirare la grafica, assicurati che i colori bianco e nero mantengano il logo equilibrato, dopodichè puoi creare varianti colore.

E sconsigliato usare più di 2 o 3 colori insieme, anche se c’è sempre l’eccezione, ma ti basta guardare marchi di grande impatto per scoprire come hanno tutti uno o due colori.

Ottenere Feedback – “creatività, test e sperimentazione”
Abbiamo parlato di metriche emozionali, in questo caso  “parliamo” di semplici feedback da chi conosciamo, ma possiamo anche usare le reti sociali per avere approvazione da chi non conosciamo, questo lo facciamo mentre ci avviciniamo  a un disegno finale.

Perchè usare queste metriche emozionali?
Ciò che ti sembra chiaro a te potrebbe non essere così per gli altri.
Mostra il tuo logo al maggior numero possibile di persone e ottieni una vasta gamma di prime impressioni, smetti di tenere il tuo bozzetto di logo nascosto come se fosse un documento segreto della NASA, ricordati che quando lanci un business nuovo non sei nessuno, sei uno nel mezzo di tanti altri, questo è il motivo per il quale devi ottenere dei feedback, per poter aggiustare il logo prima di dargli un aspetto definitivo e presentarlo al tuo pubblico finale.

Vediamo qualche logo che non funziona!
Non ci sarà bisogno di essere un grafico di successo, o avere una mente da artista per rendersi conto che quello che  vediamo nei loghi qui sotto non crea valore.

Questo logo ha troppi colori, le tipografie cercano di risaltare insieme, perdendo il focus del logo e danto zero valore.

Ecco un’ altro logo che fa scappare le persone, c’è quasi da domandarsi se la Microsoft lo fa apposta, ma sappiamo tutti che questa azienda non è mai spiccata per le sue doti di design, ma piuttosto per altre.

È anche interessante vedere come ci siano “artisti” che riescano a far spuntare la loro creazione anche quando sembra fatta da una bambina in procinto di imparare a disegnare, in questo logo manca completamente la progettazione,”è il logo delle olimpiadi di Londra del 2012.”  questo logo come quelli sopra basterà farli più piccoli per perdere completamente il senso e non leggere assolutamente nulla,

Ma proseguiamo con il logo della American Pediatric Center, che come si può evincere tratta argomenti di tema piuttosto sensibili, ma non si sono certi tirati indietro a creare un logo del tutto sconvolgente per quanto riguarda la posizione delle figure.

Con lo stesso errore di progettazione possiamo vedere questa clinica dentale.

Restyling
Kraft ha ricostruito il suo logo con meno elementi, meno colori ed ora è tutto molto più chiaro e ha una sua identità.

KFC, ha cambiato il suo logo quattro volte in quarant’anni.
Il nuovo logo è fresco, è decisamente nuovo, ha fatto uso di colori e linee più audaci, quindi è più accattivante dal punto di vista visivo.

Conclusione
Disegnare un logo non è solo un’arte, non basta un software di grafica vettoriale.
Disegnare un logo non è nemmeno una scienza certa, ma piuttosto è una intersezione perfetta tra creatività e senso del business.

I loghi ben fatti e quindi potenti, rimangono nella mente di milioni di persone in tutto il mondo, e con gli anni lo stesso pubblico influenzerà persone al loro fianco in quanto il logo ha trasmesso un valore che ha rimbalzato sulla popolazione, facendo passare in secondo piano “che anche quella è una azienda che ti sta vendendo qualcosa”, ma lo fà a livello più fine, a livello emozionale.

Sappiamo tutti che è difficile decidere quali caratteristiche definiscono il proprio business, dobbiamo essere in grado di comprendere gli obiettivi della propria azienda, la missione che vogliamo raggiungere, la visione dei prodotti e i servizi. Ma il modo in cui comunichiamo queste differenze è proprio attraverso il logo. Seguire questi passaggi fondamentali ti aiuterà a creare un logo che può svolgere bene il suo compito per gli anni a venire e vincere su quella che è la tua concorrenza, ma sta a te decidere come presentare il tuo logo al mondo intero.


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